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La VOCE ANNO XVII N°11

giugno 2015

PAGINA 4

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Speciale Siria

Enrico Vigna
La Siria martoriata dei nostri giorni ha ricordato il Giorno della sua Indipendenza



Il Giorno dell’Indipendenza della Siria, il 17 aprile, è la Giornata durante la quale viene commemorata l’evacuazione dell’ultimo soldato francese e la proclamazione della piena indipendenza, con la fine del mandato francese della Siria, evento che ebbe luogo il 17 aprile 1946. In questi giorni dell’anniversario, che ha sullo sfondo una guerra terroristica scatenata contro il loro paese, i siriani evocano questa data come una fonte di ispirazione, tracciando paralleli tra lo stato attuale delle cose e quello dei tempi duri che stringevano la Siria sotto il dominio coloniale francese. Pur essendo temporalmente lontani dai tempi del mandato francese, i nemici della Siria stanno impiegando gli stessi metodi per cercare di riportare la Siria in ginocchio, con slogan intrisi di libertà e democrazia per mascherare le vere intenzioni oppressive e imperialiste. Nel mezzo della triste realtà che avvolge la Siria di oggi il Giorno dell’Indipendenza innesca una valanga di forti ricordi della lotta tenace fatta contro il colonialismo, poi conclusa con la vittoria del popolo siriano. Con il ricordo ancora vivo del sacrificio di quella generazione di combattenti, che insorsero contro l’occupazione francese, i siriani si aggrappano oggi tenacemente ai valori d’indipendenza e sovranità, rifiutando di cedere la propria terra alle organizzazioni terroristiche, armate e finanziate da potenze straniere, che mirano a strappare l’unità nazionale della Siria a pezzi e invertire una storia gloriosa di lotta. L’Esercito Arabo Siriano e le altre forze armate, le milizie popolari di autodifesa, hanno ribadito in questo 69° anniversario dell’indipendenza siriana l’impegno a proseguire lungo le orme dei loro padri che hanno sacrificato la vita per l’indipendenza, la sovranità e l’unità della Siria.

I Comandanti generali e tutti gli ufficiali anche delle unità minori hanno riaffermato la promessa di continuare a combattere contro il terrorismo, contro l’occupazione e le nuove forme di colonialismo e di egemonia dannose per il popolo siriano. Le celebrazioni in questa giornata hanno compreso parate militari, esercitazioni e attività sportive della gioventù, oltre a performance artistiche a cura di compagnia teatrali e concerti di bande militari. La Lega dei Veterani di guerra siriani ha ricordato l’eroismo e il coraggio dei padri, che devono essere un esempio per l’esercito di oggi nella sua battaglia contro il terrorismo e per la difesa del popolo.

Come ha ribadito il Vice Ministro degli Esteri e dei rifugiati Fayssal Mikdad: il popolo siriano sta affrontando l’occupazione e l’aggressione con determinazione e dignità. "Il popolo siriano, i suoi fratelli e amici, celebrano il 69° anniversario del Giorno dell’Indipendenza, che è stato raggiunta dai siriani, guidati dagli eroi che hanno affrontato l’occupazione francese, con fede e dignità", ha detto Mikdad. Egli ha sottolineato le mire delittuose mai sopite, in particolare di Francia e Gran Bretagna, per riproporre la loro presenza nella regione, un obiettivo mai abbandonato, con una politica che non è mai cambiata dal 19° secolo, caratterizzata da continue interferenze negli affari interni della regione. "La Siria sta affrontando il terrorismo per preservare la sua indipendenza e sovranità, E’ evidente che l’occupazione è nuovamente l’obiettivo, e la sua vecchia faccia non si discosta dalla nuova. Così come le intenzioni della Francia non sono cambiate dalla venuta di Gouraud nel 1920 nella regione", ha detto Mikdad. Egli ha aggiunto che la vera indipendenza per un popo non si misura solo con la cacciata delle forze straniere, ma in realtà significa la libertà di decisione politica, economica e sociale; ha terminato affermando che la Siria ha cercato di applicare questi fattori per mantenere la propria indipendenza e sovranità, in particolare dopo il 1970.

Enrico Vigna


Fascismo Ucraina



Guardate questa foto. Celtiche simboli delle SS come sfregio delle lapidi e dei monumenti di Lenin in Ucraina...
L’Europa tace di fronte a questa vergogna.
Questa foto riassume in pieno la portata politica degli eventi di Euromaidan.
Grazie per l’attenzione!
Paolo.

..che vergogna! Denunciamolo almeno noi, miriam.

Tributo al Comandante della Brigata Fantasma, Alexei Mozgovoi

Greg Butterfield | redstaroverdonbass.blogspot.it
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

25/05/2015

Quando ho saputo che uno dei leader delle milizie del Donbass, Alexei Mozgovoi, era stato assassinato, ho pensato subito alle ultime parole famose di Joe Hill: "Non piangere, organizza". Forse è stato perché avevo parlato con Mozgovoi e la sua addetta stampa Anna Aseeva-Samelyuk per organizzare un’intervista che gli avrebbe permesso di parlare direttamente ai lavoratori degli Stati Uniti sulla lotta per la vita o la morte contro l’imperialismo della Nato e il fascismo del 21° secolo in Ucraina e nelle Repubbliche Popolari del Donbass.

In effetti, l’ultimo messaggio che ho ricevuto da Anna è stato inviato poche ore prima che lei e il comandante Mozgovoi fossero uccisi.

Ma venendo al punto, come Joe Hill, Mozgovoi era un cantante, un poeta e un guerriero. E come quel famoso compositore Wobblie [dell’Industrial Workers of the World, ndr] assassinato dai boss americani, ha offerto un esempio di forza, determinazione e umiltà nella vita e di fronte alla morte, che continuerà a ispirare le persone che lavorano in tutto il mondo a lungo nel futuro.

Alexei Borisovich Mozgovoi, comandante della Brigata Fantasma, è morto nel pomeriggio del 23 maggio 2015, quando la sua auto è stata attaccata da mine e mitragliatrici sulla autostrada tra Alchevsk e Lugansk, nella Repubblica Popolare di Lugansk. Aveva 40 anni.

Quattro membri della Brigata Fantasma che lo accompagnavano sono stati uccisi: l’addetta stampa, Aseeva-Samelyuk, attivista, giornalista e madre di tre figli, che diceva di essere una figura politica chiave della Brigata Fantasma; le guardie del corpo, Alexei Kalascin e Andrej Rjajskih; l’autista, Alexander Yuriev.

Sono stati uccisi anche due civili che percorrevano la stessa strada, una donna incinta e suo marito.

Un gruppo fascista ucraino chiamato "Le ombre" ne ha rivendicato la responsabilità, ma non è stato confermato. E’ in corso un’inchiesta delle autorità di Lugansk, con la collaborazione della Brigata.

Origini della Brigata Fantasma

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