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LA VOCE 1506

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La VOCE ANNO XVII N°11

giugno 2015

PAGINA d         - 28

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Libertà per Samer Issawi, Ahmad Sa’adat e per tutti gli altri prigionieri politici palestinesi!

Samer Issawi, l’eroico palestinese che ha sfidato il sionismo con uno sciopero della
fame di 277 giorni, è di nuovo in galera, condannato a 30 anni per la sua resistenza all’occupante.
Il tribunale militare israeliano ha ripristinato la condanna precedente. Una vendetta contro un prigioniero che con la sua leggendaria protesta ha conquistato i cuori di milioni di democratici e progressisti nel mondo intero.
Il precedente rilascio di Samer, in seguito alle pressioni locali ed internazionali, fu un passo obbligato, ma non definitivo per le forze occupanti.
Nel giugno del 2014, Samer è stato ri-arrestato, dopo che erano stati messi in prigione la sorella Shireen e i fratelli Medhat e Shadi. Un piano diabolico per
togliere ogni sostegno a Samer.
I sionisti stanno cercando di fiaccare la resistenza dei prigionieri palestinesi in tutti i modi. Prove false, rifiuto delle visite dei familiari, allungamento del periodo tra una visita e l’altra, trasferimenti arbitrari, negligenza medica, incursioni notturne, permesso di vedere solo canali Tv israeliani….la repressione ha però solo aumentato la fermezza dei prigionieri e la loro volontà di lottare per la vita e la libertà.
Assieme a loro chiediamo il ritiro di tutte le misure repressive e punitive, cure mediche, la fine della detenzione amministrativa senza né accusa né processo, la
libertà per Samer Issawi, per Ahmad Sa’adat e per tutti i prigionieri politici palestinesi.
Palestina libera!

A chi appartiene Gerusalemme?

Il primo ministro di estrema destra israeliano Benjamin Netanyahu ha celebrato la "Giornata di Gerusalemme" con un discorso nel quale affermava che "Gerusalemme è sempre stata la capitale del solo popolo ebraico e di nessun altro", avvertendo inoltre che la città si trova sotto la minaccia del terrorismo musulmano.

Gerusalemme, Daru Shalem, venne fondata circa 5500-6500 anni fa dal popolo proto-canaaneo, molto prima che esistesse l’ebraismo. Fu dedicata al dio del tramonto, Shalem.

Se ne fa menzione per la prima volta in un testo egizio successivo al 2000 a.C., ancora una volta prima della comparsa dell’ebraismo.

Penso che si possa dedurre che la città di Shalem, il dio del tramonto, fu probabilmente la capitale di molti popoli prima che ci fosse una religione chiamata ebraismo.

Pressapoco nel periodo che va dal 1500 al 1200 a.C., Gerusalemme era governata dai faraoni egizi di Memphis, con i cananei che in ogni caso continuavano ad esserne i loro rappresentanti.

Piccoli re cananei continuarono a dominare la regione dopo la fine del controllo egizio. Con il passare del tempo, alcuni di loro adottarono pratiche che poi andarono via via associandosi con l’ebraismo, ma continuarono ad esistere molte altre correnti di fede cananea. Probabilmente esistettero piccoli capi tribali chiamati Davide e Salomone dopo il 1000 a.C., ma sembra che Gerusalemme non fosse ancora stata popolata nel 1000-900 a.C. e di conseguenza costoro non vi avevano un palazzo.

Qualunque fosse la natura delle varie confederazioni tribali dei cananei in Palestina, incluse quella dei proto-israeliani, nel 900-700 a.C., la regione cadde, nel corso di quell’ultimo periodo, nelle mani degli assiri.

Nel 597 a.C., i babilonesi conquistarono la Palestina e poi trasferirono almeno una parte della sua popolazione a Babilonia. E’ probabile che sia stato lì che la religione ebraica fu pienamente elaborata.

Nel 539 a.C., Babilonia cadde nelle mani dell’impero achemenide dei persiani, che emancipò gli ebrei. Gli achemenidi governarono la gran parte del mondo civilizzato, dall’Egitto all’odierno Pakistan. La Palestina fu governata dell’Iran per quasi 200 anni, fino al 330

a.C., quando Alessandro sconfisse gli achemenidi.

La dinastia tolemaica greca controllò la Palestina fino al 198 a.C., quando i seleucidi la conquistarono.

La rivolta dei maccabei nel 168 a.C. stabilì un piccolo stato ebraico nell’area. A parte i clan israeliti del periodo pre-assiro, esso fu l’unico stato ebraico pre-moderno ad avere Gerusalemme come capitale. Tuttavia, dal 40 a.C. fu vassallo dell’impero partico iraniano. Erode divenne vassallo dei romani in Palestina nel 6 dell’era volgare (d.C.).

Gerusalemme fu romano/bizantina fino al 614 d.C., quando venne conquistata dall’impero sassanide iraniano.

Nel 629 i Bizantini la ripresero.

I musulmani conquistarono Gerusalemme nel 638 e la governarono fino 1099, quando fu presa dai crociati, che uccisero o espulsero ebrei e musulmani della città.

I musulmani sotto Saladino la riconquistarono nel 1187 e permisero agli ebrei di farvi ritorno.
E’ probabile quindi che la città fu capitale di qualcosa come il Regno Crociato di Gerusalemme per diversi decenni.
I musulmani poi la governarono fino alla fine della Prima guerra mondiale, cioè per oltre un millennio.

Pertanto, Gerusalemme fu governata dall’Iran per circa 250 anni e dai crociati per altri 200 anni ed è stata la capitale di molti popoli, tra cui i regni cananei e il Regno latino di Gerusalemme. E’ stata inoltre spesso una capitale provinciale sotto gli imperi musulmani.

Nell’accordo Sykes-Picot tra Francia e Gran Bretagna durante la Prima guerra mondiale e che ridisegnò il Medio Oriente, Gerusalemme era stata assegnata alla Russia.
Lenin, avendo trovato l’accordo nel palazzo dei Romanov nel 1917, dopo la Rivoluzione d’Ottobre, ne fu oltraggiato e ordinò la sua immediata pubblicazione. Ritirò la Russia dalla guerra e rinunciò al premio di Gerusalemme.
La città fu consegnata ai britannici dalla Conferenza di Pace di Versailles, come parte mandato britannico della Palestina.

Nel piano di partizione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1947, Gerusalemme fu designata come "corpo separato" sotto amministrazione internazionale. Non è quindi stata data a Israele dall’Onu. Anche se la propaganda israeliana insiste da sempre nel dire che il piano di partizione delle Nazioni Unite venne accettato, naturalmente non fu così. Hanno conquistato molto più territorio di quanto l’Assemblea Generale avesse concesso loro, inclusa Gerusalemme Ovest.

Furono i coloni ebrei della Palestina mandataria che usarono la violenza per impossessarsi di parte della città, ignorando il diritto e gli accordi internazionali. In ogni caso, la città era popolata in larga maggioranza dai palestinesi, il che ne faceva una città palestinese a tutti gli effetti.

Nel 1967, l’esercito israeliano ha preso Gerusalemme Est e da allora ha cacciato la popolazione palestinese, l’ha costretta alla povertà, ne ha usurpato la proprietà, circondandola di insediamenti. Non c’è giustificazione alcuna che figuri in qualche accordo o legge internazionale che permetta agli israeliani di comportarsi in questo modo nei confronti di persone che abitavano a Gerusalemme da più di un millennio (e che in ogni caso sono quasi certamente i discendenti di ebrei palestinesi convertiti all’Islam). La violenza resta il principale strumento con cui Israele governa Gerusalemme Est, quindi i moniti di Netanyahu sulla violenza musulmana non sono che fantasie.

I musulmani considerano Gerusalemme la terza città santa dell’Islam. Sebbene gli occidentali gli ripetano continuamente che non hanno il diritto di farlo, sembrano essere piuttosto attaccati alla dottrina. Ci sono 1,5 miliardi di musulmani dai nervi tesi dopo secoli di colonialismo occidentale, durante il quale gli è stato detto che la loro religione era inutile e arretrata. L’occupazione di Gerusalemme è stata menzionata da al-Qaeda come una delle ragioni per i loro attacchi contro New York e Washington. L’insistenza degli estremisti ebrei fa infuriare il mondo musulmano quando invadono di volta in volta la moschea di Aqsa e minacciano di demolirla. Sembra di assistere a quei vecchi cartoni animati della Warner Bros. in cui un bambino un po’ sciocco continua a provocare la tigre in gabbia.

(*) Juan Cole è professore di storia e direttore del Centro studi sull’Asia meridionale dell’Università del Michigan



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