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LA VOCE 1506

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La VOCE ANNO XVII N°11

giugno 2015

PAGINA b         - 26

30 anni di carcere per Samer Issawi


Gli ultimi nostri video:
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NoEXPO 1° Maggio 2015 Milano
Lotta all’indifferenza Torino 25 Aprile 2015
Rete Radiè Resch: Finanza Speculativa intro
Samer Issawi di nuovo in carcere con conferma a 30 anni di carcere.

Le precedenti campagne per la liberazione di Samer sono state portate avanti soprattutto dalla sorella Shireen. Gli aguzzini israeliani ne erano ben consapevoli e il rilascio di Samer, inseguito alle pressioni locali ed internazionali, è stato un passo obbligato ma non definitivo per le forze occupanti.
Nel mese di giugno del 2014, mentre i riflettori di tutto il mondo erano puntati su Gaza, Samer è stato riarrestato e precedentemente nel mese di marzo anche la sorella Shireen e i fratelli Medhat e Shadi.
Un piano perfetto per togliere ogni sostegno a Samer, considerato e festeggiato in tutta la Palestina come un eroe, è riportarlo in carcere!
Ora sta agli attivisti di tutto il mondo sostenere una campagna per la loro liberazione.
Dagli ultimi aggiornamenti tutti e tre i fratelli, Samer, Shireen e Medhat sono in carcere e noi dobbiamo valutare se limitarci a tradurre individualmente le notizie, pubblicarle sulle rispettive pagine WEB e farci bastare i “mi piace” che generosamente gli amici ci lasciano, oppure coordinarci per una campagna incisiva, socializzando il lavoro dei singoli e delle associazioni con l’obiettivo chiaro di fare pressione per la loro liberazione.
Mezzi e modalità li possiamo studiare insieme, un primo passo può essere quello di documentare la storia di questa famiglia nella loro lotta legittima di resistenza.
In rete esiste moltissimo materiale su Samer Issawi: cronologia arresti, lettere ai/dei famigliari, analisi, storia e resistenza della sua famiglia, provocazioni israeliane, processi farsa, ecc. La preparazione di un dossier aggiornato può essere il punto di partenza, associazioni e singoli hanno già lavorato in passato sull’argomento.
E’ necessario più che mai rilanciare la lotta che, partendo dalla famiglia Issawi, possa estendere la nostra solidarietà a tutti i prigionieri nelle carceri israeliane.
Intanto appena pronto metteremo in rete un video di una canzone che un amico musicista palestinese ha composto e dedicata a Samer durante lo sciopero della fame che portò alla sua liberazione.
Il materiale testi/immagini può essere spedito a questo indirizzo.

Chi sta con la Palestina non può stare con la politica di guerra dell’Italia

Chi sta dalla parte della Palestina non può approvare l’ennesima esibizione di armamenti che ci verrà imposta, anche quest’anno, con la parata del 2 giugno.
La politica di riarmo dell’Italia e le folli spese militari fanno pendant con la cooperazione militare fra Italia e Israele per lo scambio di tecnologie e di informazioni che contribuiscono a potenziare gli strumenti di morte utilizzati nelle aggressioni contro la Striscia Gaza e per perpetuare l’occupazione della Palestina; sono le stesse tecnologie e armi impiegate per il monitoraggio e il respingimento dei migranti (fra cui tanti nostri fratelli palestinesi) nelle acque del Mediterraneo (vedi MUOS), nonchè per le prossime operazioni militari contro la Libia.
Ogni giorno l’Italia brucia 80 milioni di euro in spese militari, 80 milioni di euro per una politica di morte, 80 milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per la lotta alla povertà, alle disuguaglianze sociali, alla disoccupazione, e per una politica di integrazione nella società delle tante migliaia di profughi che cercano riparo in italia dalla fame, la guerra, la povertà. Il Presidente Sandro Pertini, che denunciò l’orrore del massacro di Sabra e Chatila, raccomandava: "Si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire".
Il comitato Con la Palestina nel cuore sarà dunque a fianco di quanti vorranno manifestare attivamente la loro opposizione alle spese militari, all’esibizione di guerra del 2 giugno, alla politica di guerra del nostro paese. Denunciamo l’ipocrisia di chi piange i morti in mare e poi li strumentalizza per preparare nuove aggressioni!
NO a un 2 giugno di guerra
NO a una nuova aggressione alla Libia
NO al respingimento dei migranti

Comitato "Con la Palestina nel cuore"

Solidarietà con SCuP! Comunicato del comitato "Palestina nel cuore"

La repressione contro gli spazi sociali si abbatte anche su Roma: AGGREDITO E DEMOLITO SCuP! Il Comitato Palestina nel cuore solidale con i compagni aggrediti
Stamattina (7 maggio 2015) le ruspe si sono mosse contro SCuP, lo spazio occupato a via Nola che era diventato negli anni punto di riferimento e centro di aggregazione per tutta la zona di San Giovanni e per la nostra città.
SCuP ha da sempre rappresentato per noi e per le associazioni di solidarietà con la Palestina un sostegno importante, che non è mai venuto meno; sempre pronto a mettere a disposizione i suoi spazi per le nostre riunioni e per le nostre iniziative, ha dimostrato di saper esprimere una solidarietà concreta e attiva col martoriato popolo palestinese. Ultimamente ha anche ospitato due importantissime riunioni del comitato 25 aprile, che ci hanno permesso di organizzare quella significativa giornata di resistenza e riscatto.
Invitiamo tutti e tutte a esprimere solidarietà a SCuP: a fianco dei nostri compagni vigliaccamente aggrediti e contro il tentativo di spegnere gli spazi sociali a Roma!
Tutti all’assemblea di oggi pomeriggio, 17.30 davanti a SCuP (via Nola 5)!
Comitato Palestina nel cuore