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La VOCE ANNO XVII N°11

giugno 2015

PAGINA 2         - 18

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24/05 ENNESIMO BOMBARDAMENTO ORDINATO DA SANTOS OBBLIGA LE FARC A SOSPENDERE IL CESSATE IL FUOCO UNILATERALE

Attraverso un documento datato 22 maggio, il Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARCEP ha comunicato la sospensione del cessate il fuoco unilaterale. E’ la risposta dell’insorgenza rivoluzionaria colombiana al bombardamento avvenuto il giorno precedente ad un accampamento del Fronte 29, in seguito al quale, secondo fonti governative, avrebbero perso la vita 26 guerriglieri.
Per un mese, gli attacchi alla guerriglia nel Cauca si sono susseguiti senza sosta; quando si è dimostrato impossibile proteggere la vita degli insorti, questi hanno reagito, con un saldo di 30 militari messi fuori combattimento.
“Non era nelle nostre intenzioni la sospensione del cessate il fuoco unilaterale e indefinito proclamato il 20 dicembre del 2014 come gesto umanitario e per la riduzione dell’intensità del conflitto, ma l’incoerenza del governo Santos è riuscita ad ottenere questo risultato, dopo 5 mesi di offensive terrestri ed aeree contro le nostre strutture nel paese”, si legge nel comunicato. “Contro la nostra volontà precisano le FARCdobbiamo proseguire il dialogo nel mezzo del confronto armato”.
Si assisterà a una nuova escalation della guerra, che Santos, a parole, voleva tanto evitare per creare però una pace cimiteriale.
La sanguinaria oligarchia colombiana non è stata in grado di cogliere la storica occasione di un cessate il fuoco bilaterale, dimostrando, per l’ennesima volta, di non avere una reale volontà politica di avanzare nella direzione della Pace.

22/05 CONSIGLIO DI STATO AMMETTE: LE FARC NON SONO UNA ORGANIZZAZIONE TERRORISTA

Attraverso una sentenza emessa lo scorso 12 maggio, il Consiglio di Stato colombiano ha stabilito che “risulta incontrovertibile l’esistenza di un conflitto armato in Colombia, cosa che costituisce il fondamento giuridico necessario affinché si imponga alle parti che vi partecipano il rispetto e l’obbligo di far rispettare il Diritto Internazionale Umanitario (DIU), in ogni luogo e in qualunque momento. Significa anche che non risulta giuridicamente rigoroso, né rispettoso delle disposizioni dello stesso DIU, qualificare senza precisazioni come terroristi” i gruppi guerriglieri che, come le FARC, prendono parte al conflitto armato.
Attraverso questa storica sentenza, lo Stato colombiano è costretto ad ammettere che il mantra ripetuto dall’oligarchia e dai suoi galoppini mediatici negli ultimi decenni, secondo cui le FARC sarebbero un’organizzazione “terrorista”, è infondato e, implicitamente, a riconoscere loro il ruolo di forza belligerante nel conflitto armato che insanguina il paese da oltre sessant’anni.
Vale la pena ricordare che in America Latina solo Colombia e Perù attribuiscono questa infamante etichetta all’insorgenza rivoluzionaria colombiana, cui si aggiungono gli Stati Uniti ed i loro corifei della UE.

20/05 AVVOCATO DI SIMON TRINIDAD ASSICURA CHE IL COMANDANTE FARIANO TORNERA' IN PATRIA

L’avvocato Mark Burton, difensore del Comandante delle FARC ‘Simón Trinidad’, ha rilasciato un’intervista pubblicata lo scorso 16 maggio sul portale dell’Agenzia di Notizie Nuova Colombia (anncol.eu), nella quale ha assicurato che il suo assistito, detenuto da anni in un carcere statunitense, potrebbe essere prossimamente liberato. Ciò consentirebbe al combattente rivoluzionario di dare il suo contributo al raggiungimento di un accordo finale di pace fra l’insorgenza rivoluzionaria ed il governo colombiano.
Il Comandante fariano era stato estradato negli USA illegalmente; qui, diverse giurie hanno invalidato i processi a suo carico, per la totale inconsistenza delle accuse, montature create dal narcoexpresidente Uribe in combutta con la CIA.
Le dichiarazioni del suo avvocato seguono l’apertura in tal senso del senatore John McCain, che aveva pubblicamente dichiarato di essere disposto a prendere in considerazione la liberazione del prigioniero politico colombiano.
Nominato, a detenzione già iniziata, membro a tutti gli effetti della Delegazione di Pace all’Avana, il Comandante Simón Trinidad, chiamato “l’uomo d’acciao” per la sua tenacia nel resistere a condizioni di detenzione disumane, deve essere liberato per potersi unire alla Delegazione di Pace delle FARC. La lotta per la pace con giustizia sociale ha bisogno del suo contributo.

17/05 – PUBBLICO MINISTERO GENERALE RICONOSCE IL COMANDANTE TIMOCHENKO COME INTERLOCUTORE DI PACE

Il pubblico ministero generale della Repubblica colombiana, Eduardo Montealegre, ha dichiarato ieri 16 maggio che il Comandante dello Stato Maggiore Centrale delle FARC, Timoleón Jiménez, è stato formalmente riconosciuto dal governo come membro ufficiale della Delegazione di Pace all’Avana.
“Nel mese di dicembre del 2014 ha segnalato Montealegreil Presidente della Repubblica mi ha inviato una comunicazione in merito al fatto che ’Timochenko’ era stato riconosciuto come rappresentante legale e negoziatore ufficiale nelle negoziazioni dell’Avana”.
Il pubblico ministero generale ha sottolineato che in seguito sono stati sospesi più di 100 mandati di cattura verso il comandante guerrigliero, affinché possa compiere il proprio ruolo: “Qualunque mandato contro ’Timochenko’ è sospeso”.
Mentre diverse cariche istituzionali mostrano di volere sostenere (o quanto meno non voler affondare) il processo di pace, l’ultradestra, Uribe in testa, sospesa la breve luna di miele con il suo ex ministro Santos, ricomincia a farneticare fandonie sull’insorgenza rivoluzionaria colombiana, compresa la trita e vetusta menzogna che quest’ultima abbia relazioni di alcun tipo con il narcotraffico. Il che appare ancora più ridicolo, quando ad affermarlo, con la solita violenza verbale, è il narcotrafficante colombiano per eccellenza dopo Pablo Escobar, del quale era un intimo compare; lo stesso Uribe Vélez già classificato in tempi non sospetti dalla DEA statunitense al n. 82 nella lista dei narcotrafficanti più pericolosi del mondo.

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