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G.A.MA.DI.(Onlus)

Gruppo Atei

Materialisti Dialettici

Miriam Pellegrini Ferri

Presidente del G.A.MA.DI.

SPARTACO FERRI:

PRIMO ANNIVERSARIO: 14 AGOSTO 2013

Andrea Martocchia ha ricostruito in ricordo di Spartaco la bellissima serata dello scorso settembre dedicata a lui, aggiungendovi alcune foto inserite per l’occasione sulle nostre pagine internet.

Le immagini più che per parole possono essere un buon modo per rendere omaggio a Spartaco.


Alcuni testi in suo ricordo

Da: Miriam Pellegrini Ferri
Data: 14 agosto 2012 21.18.08 GMT+02.00
Oggetto: [vocedelgamadi] Lutto assai doloroso

Il Partigiano, il comunista, il combattente contro tutte le ingiustizie in ogni parte del mondo: Spartaco Ferri non é più con noi.
Aveva la tessera del partito comunista nel 1943, quando aveva solo 19 anni. Diffondeva l’ Unità (un solo fogio clandestino) cosa che avrebbe potuto costargli la vita.e imparò a sparare al nemico dal suo comandante che era un valido jugoslavo, quando partì per essere partigiano nelle montagne umbre Aveva creduto e sperato nel Partito comunista di Gramsci. Ma quando nel 1968 i burocrati del partito chiamavano la polizia contro gli studenti in lotta, anzichè ascoltarli, capirli e indirizzarli alle teorie scientifiche della classe, Spartaco non esitò a lasciare il Partito. Lavorò per l’ amicizia con la Cina di Mao, con l’ Albania di Hoxha, con la Jugoslavia di Tito, con la Corea di Kim Il Sung, con Cuba. Accolse con grande entusiamo la proposta della sua compagna di vita e di lotta, Miriam, madre dei suoi figli, che ideò di fondare il G.A.MA.DI. per la diffusione della cultura scientifica della nostra classe.
Nel suo lavoro di Perito industriale specialista in cemento precompresso, é stato premiato con medaglia dal ministero dei Lavori Pubblici per aver collaborato alla costruzione del Ponte in Tor di Quinto in Roma. Il tentativo più volte fallito di costruire l’ autocamionale della CISA, che unisce il parmense a La Spezia, é stato realizzata con la direzione di Spartaco e a tutt’oggi (dopo più di trent’ anni) é funzionante.Spartaco é stato un uomo nel senso più pieno del termine per la sua intelligenza per la sua onestà, per la sua lealtà e per l’ impegno politico e sociale per il quale é stato sempre protagonista. Insieme alla sua compagna, Egli ha scritto una delle pagine d’ amore più belle e più intense vissute nel corso della loro unione durata oltre sessant’ anni.
Addio Spartaco!!! Non ti dimenticheremo e continueremo a lottare!!!


Ricordiamo Spartaco Ferri a un anno dalla morte

di Andrea Martocchia
a nome della Presidenza del G.A.MA.DI.

Il 14 agosto 2012, dopo prolungate sofferenze per l’aggravarsi del suo stato di salute, moriva Spartaco Ferri, indimenticabile figura di combattente antifascista per tutta la vita e co-fondatore della nostra organizzazione, finalizzata alla promozione della cultura scientifica per l’emancipazione delle classi subalterne: il Gruppo Atei Materialisti Dialettici - G.A.MA.DI..

Di solida tradizione socialista ed antifascista era tutta la famiglia Ferri. Spartaco prese la tessera del Partito comunista nel 1943, a soli 19 anni, nel pieno della mobilitazione partigiana. Il suo primo impegno fu la diffusione del foglio clandestino, L’Unità, ma ben presto fu inviato dal Partito sulle montagne della Valnerina per unirsi alla Brigata Gramsci, sotto la guida di valorosi combattenti montenegrini che, appena sfuggiti all’internamento ed al carcere, si erano subito dedicati allo sviluppo della lotta armata contro il nazifascismo anche sulla nostra penisola. Così raccontava lo stesso Spartaco: << Chiesi al Partito di essere inviato ai reparti di Resistenza. La mia richiesta fu accolta [...]. Partimmo in due compagni per Terni e con la parola d’ordine ricevuta ci accettarono e per quattro giorni camminammo in gruppo solo di notte fino a giungere a destinazione. La Base era d’appoggio ad azioni partigiane e in collegamento con partigiani jugoslavi usciti dal carcere fascista. [...] Dopo qualche giorno fummo costretti a spostarci perché si sapeva che era programmato un rastrellamento fascista. Camminammo un giorno e mezzo per raggiungere la casa di un compagno che dietro il porcile aveva costruito una finta stalla per rifugiare partigiani e ricercati. >> Dopo solo due ore, tuttavia, i tre partigiani dovettero allontanarsi per evitare di mettere a rischio la famiglia ospitante; e poco dopo, sfortunatamente, durante il cammino si trovarono per caso << in mezzo ad un gruppo di fascisti che si riposavano dopo una esercitazione. Io che ero il terzo dei tre, sperando di non esser visto, sono scappato all’indietro e mi sono disteso a terra tra l’erba con la speranza di non essere notato. Non fu così: l‘ufficiale esplorando la zona mi ha trovato. Siamo stati portati al carcere di Terni dove siamo stati interrogati e poi tradotti in galera in un angusto locale, con finestra per spiarci e dove già alloggiavano altri due detenuti che chiaramente erano due spie... >> (tratto da "Costruire il futuro con gli occhi del passato", pubblicazione del G.A.MA.DI., 2006).

E’ immediatamente dopo la Liberazione che Spartaco matura la sua impostazione ideologica più profonda, negli anni cioè in cui il Partito organizzava seri corsi di formazione, che includevano lo studio del Materialismo Dialettico, e quindi l’approfondimento della figura e dell’opera di Friedrich Engels. Contenuti che ben presto furono abbandonati dal Partito, troppo impegnato a scendere a patti con gli ambienti cattolici attraverso scelte compromissorie e snaturanti. Nell’arco di pochi anni divenne chiaro che nel Partito si era preferito cedere l’attività culturale ed il lavoro ideologico ad intellettuali che non solo erano di estrazione borghese, ma che conservavano quella impostazione idealistica, subalterna al cattolicesimo, che continua a piagare la vita intellettuale della nostra nazione.
Cosicché, per coerenza, quando nel 1968 i burocrati del Partito chiamavano la polizia contro gli studenti in lotta, anziché ascoltarli, capirli e indirizzarli alle teorie scientifiche della classe, Spartaco non esitò a lasciare il PCI. Da allora si dedicò ancor più assiduamente all’ amicizia con la Cina di Mao Tse Tung, con l’ Albania di Enver Hoxha, con la Jugoslavia di Josip Broz Tito, con la Corea di Kim Il Sung, con Cuba del Che e di Fidel, alla difesa dell’URSS di Lenin e di Stalin, dedicando quindi all’internazionalismo una parte molto rilevante del suo impegno politico. Non è un caso se tra i più graditi messaggi di cordoglio pervenuti nel 2012 c’è anche quello di Nexhmije Hoxha.

Attorno al 1999 Spartaco Ferri fu entusiasta co-fondatore del G.A.MA.DI. assieme alla compagna di una vita, Miriam (che ne fu ideatrice e ne è tuttora Presidente), e ad altri personaggi indimenticabili, grandi compagni che purtroppo anche loro ci hanno lasciato negli anni passati, come Franco Molfese. L’attività del G.A.MA.DI. come organizzazione promotrice di una visione del mondo rigorosamente scientifica e materialistica, che sia di fondamento per una lotta di trasformazione sociale che abbia basi teoriche solide e non sia dunque velleitaria né ideologicamente subalterna alle paccottiglie religiose, è tra le eredità dirette ed intramontabili di Spartaco.

Professionalmente Spartaco Ferri fu Perito industriale, specialista in cemento precompresso. Tra le sue realizzazioni ricordiamo il Ponte in Tor di Quinto in Roma, per cui fu premiato con medaglia dal ministero dei Lavori Pubblici, e la camionale della Cisa, che unisce il parmense a La Spezia, realizzata sotto la sua direzione.
Come ha scritto questa Presidenza in occasione della sua morte, << Spartaco è stato un uomo nel senso più pieno del termine per la sua intelligenza per la sua onestà, per la sua lealtà e per l’impegno politico e sociale per il quale è stato sempre protagonista. Insieme alla sua compagna, Egli ha scritto una delle pagine d’ amore più belle e più intense vissute nel corso della loro unione durata oltre sessant’ anni. >> Il suo esempio prezioso non rimane però solamente a chi gli fu più vicino, la numerosa famiglia che ha costruito e che lo ricorda con nostalgia, ma anche a tutti i soci e simpatizzanti del G.A.MA.DI. ed alle persone che ne hanno conosciuto le qualità di compagno e di combattente per la verità e la giustizia sociale. Come ha scritto la figlia Marta, anche attraverso i suoi inconfondibili silenzi Spartaco sapeva insegnare qualcosa di importante. Così è oggi, che non lo sentiamo parlare, ma lo ascoltiamo ancora e facciamo tesoro delle sue indicazioni.


Il 18 settembre 2012, in occasione di quello che sarebbe stato il suo compleanno, si è tenuta a Roma, nei locali del Centro sociale "Intifada" a lui così famigliari, una bellissima serata per ricordarlo, conviviale e commovente, alla presenza di familiari, amici e compagni. Immagini e suoni di quella serata sono stati da noi raccolti in un breve video ( http://www.youtube.com/watch?v=zxusG3Gax00 ). I messaggi più significativi che sono pervenuti per rendere omaggio a Spartaco, ed alcune immagini che lo ritraggono in momenti particolarmente significativi del suo impegno sociale, culturale e politico, sono invece raccolti alla pagina a lui dedicata sul nostro sito internet.

Da: Coord. Naz. per la Jugoslavia
Oggetto: [CNJ] Spartaco Ferri
Data: 16 agosto 2012 00.05.05 GMT+02.00

Il Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia onlus si unisce al cordoglio per la scomparsa di Spartaco Ferri, cristallina figura di partigiano comunista e di internazionalista appassionato. Spartaco mosse i primi passi della lotta armata antifascista nelle file della Brigata Gramsci dell’Umbria, sotto il comando di combattenti jugoslavi sfuggiti ai campi di concentramento sulla nostra penisola. Dopo la Liberazione si formò soprattutto sui testi di Engels, maturando una convinta adesione al materialismo storico e dialettico e ponendosi fermamente in contrasto contro le derive opportunistiche e anti-scientifiche di gran parte del movimento comunista italiano. Nei decenni successivi fu tra l’altro impegnato in iniziative internazionaliste e di amicizia "con la Cina di Mao, con l’Albania di Hoxha, con la Jugoslavia di Tito, con la Corea di Kim Il Sung, con Cuba", come ricorda la sua compagna di vita, la partigiana Miriam Pellegrini, alla quale va il nostro più affettuoso abbraccio in questo momento.
Con Miriam, nel 1998 Spartaco è stato tra i fondatori del GAMADI (Gruppo Atei Materialisti Dialettici) (1), organizzazione con cui CNJ-onlus da anni collabora ad esempio attraverso la redazione di un foglio comune sulle questioni jugoslave (2), nonché nell’organizzazione di iniziative (3) e nella gestione della sede romana. Come CNJ-onlus siamo fieri di avere avuto Spartaco tra i componenti del nostro Collegio dei Garanti.
Porteremo avanti gli ideali internazionalisti e di giustizia sociale di Spartaco, facendo tesoro dell’esempio e dell’insegnamento che ci ha trasmesso.

Per CNJ-onlus, il Consiglio Direttivo

(1) http://www.gamadilavoce.it/
(2) http://www.cnj.it/informazione.htm#insertoGAMADI
(3) Tra tutte ricordiamo la due-giorni organizzata nel 60.mo della Liberazione dell’Europa dal nazifascismo, cui intervennero ex combattenti, studiosi ed antifascisti da molti paesi: http://www.cnj.it/PARTIGIANI/resoconto.htm

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Cara Miriam

Mi sono addolorata profondamente dalla notizia della scomparsa del valoroso partigiano e antifascista,compagno Spartaco. In questi giorni di lutto ti sono molto vicina e acetta le mie condoglianze le piu sentite e sincere.Io so bene come ti senti in questi giorni della perdita del tuo caro compagno di vita e della nobile lotta antifascista e rivoluzionaria. Io ho la convinzione che tu andrai avanti,sempre energica nelle tue attivita sociali e pubblicistiche. Tu avrai il calore dei tuoi figli e il sostegno dei tuoi parenti,di tutti i compagni di lotta di Spartaco e i tuoi amici e collaboratori.

Con un senso di dolore nel cuore ci rendiamo conto che molti dei nostri amici partigiani non sono piu tra noi,ma la memoria di questi arditi combattenti rimara sempre viva,perche hanno lottato per tutta la vita,prima contro i nazifascisti e poi contro le forze reazionarie che hanno sfruttato senza pieta le masse lavoratrici e ci hanno portato in questa situazione attuale di crisi,di poverta,senza lavoro,interi popoli nel mondo e anche nei paesi piu sviluppati. Noi siamo fieri di tutti i partigiani e compagni di ogni nazionalita.

Che il ricordo di compagno Spartaco possa vivere per sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto e amato. Gloria alla memoria di tutti i partigiani.

Ti abbraccio affettuosamente
Nexhmije Hoxha

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Questioni della Scienza
A cura di A. Martocchia
(pubblicato su La Voce del G.A.MA.DI. di ottobre 2012)

SPARTACO E LA SCIENZA

Il primo ricordo che ho di Spartaco Ferri credo risalga al 1999. Ero assieme ad un altro compagno quando incontrammo Spartaco e la sua compagna Miriam Pellegrini presso il cancello del parco della Cacciarella appena ristrutturato, in via Casal Bruciato a Roma. Conoscevo allora solo Miriam, indirettamente per averla ascoltata ed apprezzata in trasmissioni radiofoniche su Radio Città Aperta. Dopo essere stati presentati, i due si informarono meglio su di me, sulla mia formazione ed attività lavorativa, e subito Spartaco mi sorprese: "La tua formazione scientifica è molto preziosa. Ce n’è bisogno, perchè in giro regna sovrana una confusione terribile. Il pensiero comunista si basa sulla scienza, ogni questione politica andrebbe affrontata scientificamente, altrimenti tutto viene distorto e capovolto. Alla base della nostra teoria e pratica politica c’è il Materialismo Dialettico di Engels, che è esso stesso teoria scientifica. Chi prescinde da questo, anche se si dichiara comunista o marxista, viene imbrigliato nelle credenze e nelle chiacchiere della religione, cioè nell’irrazionalità in tutte le sue forme, ed è perciò destinato al fallimento."
Era la prima volta che sentivo parole simili, pronunziate con tale esattezza e determinazione, e devo dire che ne rimasi - e ne sono tuttora - folgorato. Avevo finalmente incontrato dei compagni con grande esperienza alle spalle, che non solo erano in grado di insegnarmi qualcosa - e per di più con la credibilità di chi era stato partigiano, combattente per la liberazione dal nazifascismo, e poi impegnato in tante battaglie non solo contro i residui del fascismo ma anche contro l’opportunismo e le deviazioni delle sinistra borghese... Non solo potevano insegnarmi qualcosa, ma avevano anche salda in mano la "chiave" dell’unitarietà tra conoscenza e passione scientifico-culturale e conoscenza e passione politico-ideologica. Tutte cose - Engels, la Dialettica della Natura, il socialismo scientifico - che conoscevo solo librescamente, per averle lette, e che adesso invece, grazie alle parole di Spartaco, si incarnavano nell’impegno concreto, nella attività politica reale, nella frequentazione vera con questi compagni preziosi.
Spartaco aveva maturato le sue convinzioni sin dagli anni Quaranta, nel fuoco della lotta partigiana e nei primissimi anni di vita politica del PCI nell’Italia appena liberata. Mi spiegò che in quell’epoca - credo fosse tra il 1944 e il 1947 - il Partito organizzava seri corsi di formazione, che includevano lo studio del Materialismo Dialettico, e quindi l’approfondimento della figura e dell’opera di Friedrich Engels. Contenuti che ben presto furono abbandonati dal Partito, troppo impegnato a conciliare l’aspirazione comunista con l’egemonia culturale del Vaticano attraverso scelte compromissorie e snaturanti. Nell’arco di pochi anni divenne chiaro che nel Partito si era preferito cedere l’attività culturale ed il lavoro ideologico ad intellettuali che non solo erano di estrazione borghese, ma che conservavano quella impostazione idealistica, subalterna al cattolicesimo, che continua a piagare la vita intellettuale della nostra nazione.
Spartaco era fatto di tutt’altra pasta. Da giovanissimo aveva recepito la natura più profonda e corretta del pensiero materialista storico e dialettico, non aveva mai ceduto a compromessi su quel versante, ed era in grado di tramandare quelle convinzioni, quel sapere, intatto a giovani "ignoranti" come me. è una lezione di quelle che non saranno mai dimenticate.



14 AGOSTO 2012


Caro Papà,
fatico a scrivere, le parole sono piccole ed inabili nel descrivere il dolore. Come misurare l’amore e la stima che noi tutti proviamo per te? Bisogna saper accettare d’esprimersi con poche lettere, gettate su di un foglio bianco che finiranno con l’essere un semplice e banale esercizio di scrittura. E poi ci vuole coraggio e rigore, due doti nelle quali eccellevi.

Pochi, oltre te, sanno come unica sia la natura umana anche quando nasce, come noi fratelli siamo nati, dallo stesso seme e dallo stesso ventre; siamo stati cinque, i tuoi figli, cinque, a ricevere i tuoi baci, ad ascoltare le tue parole, a piangere in seguito ai tuoi rimproveri, a ridere e giocare con te. Oggi possiamo soprattutto constatare come ognuno di noi sia una natura unica. Ognuno di noi ha interpretato, tradotto, scelto, preferito vite diverse, tutti con la convinzione di aver fatto per il meglio. Ecco, Papà, tutti ci siamo battuti e ci battiamo fino allo spasimo per le nostre reciproche convinzioni e per questo noi tutti ti siamo grati. Non siamo stati forgiati, plagiati, indirizzati, bensì abbiamo ricevuto la vita ed il coraggio di costruire la nostra strada in modo unico ed irripetibile, con convinzione ed ostinazione. Le nostre strade appaiono tutte improbabili, a ben analizzarle una ad una. Così diverse fra loro da sembrare estranee. Puoi andarne fiero: vederci oggi tutti, così diversi da tutti! E che fatica doveva essere, assieme alla tua inseparabile compagna, gestire una vera democrazia famigliare con tante personalità da mettere d’accordo. Grazie papà per avermi insegnato che è meglio parlare poco e a dare peso ai fatti, insegnato ad essere e non ad apparire, insegnato ad amare oltre se stessi, a rispettare i diritti degli uomini, a riconoscere e battersi per le idee quando sono giuste, a rispettare noi stessi malgrado gli errori ed i difetti che dobbiamo imporre agli altri, e soprattutto a guardare sempre al futuro che, ognuno con il proprio modo, ha il dovere di costruire, con propri atti, con proprie grida e, tua speciale caratteristica, appropriati silenzi. Fino agli ultimi momenti della tua vita sei stato un grande consorte, un grande padre, un grande nonno. Le lacrime di mio figlio mi danno oggi ancora la misura di quanto hai saputo amarci. Hai fatto onore alla vita fino all’ultimo non solo come partigiano, comunista, come ribelle ma anche come un uomo capace di un’indicibile dolcezza ed accoglienza. Grazie, papà, quei tuoi silenzi mi hanno sempre lasciato il tempo della riflessione.

Marta



Spartaco, caro compagno,
  fino ad ora non avevo voluto credere che tu avessi potuto un giorno morire, tanta è stata la continuità del contributo che hai voluto dedicare a noi nel tuo tempo di vita, fino a questi ultimi tristi anni funestati dalle moderne guerre imperialiste che gli “amici di D’Alema” volevano che ogni suddito chiamasse “umanitarie”.
  Tu e la tua compagna Miriam – accanto alla quale ti commemoriamo tristemente dolenti di non poterti più rivedere in vita -, fin già dalla svolta di Salerno imposta da Togliatti, e poi col tradimento della politica sovietica di Stalin ordita da Kruscev, e ancora nello scontro di classe con la borghesia nazionale riproposto dai movimenti che emersero dal 1968, avevate capito precocemente - voi in qualità di “vecchi partigiani” - il tradimento epocale del P.C.I., che aveva abbandonato sia la persona di Antonio Gramsci che i suoi ideali, proprio quel compagno intellettuale che tu spesso ricordavi come “ultimo vero comunista italiano”. Tale processo avrebbe condotto in Italia - dietro le suggestioni fideiste di matrice cattolica - alle degenerazioni socialdemocratiche e belliciste (compresi i flirt$ filoamericani), che si succedettero in crescente e reciproca consequenzialità nell’ultimo cinquantennio in ogni compagine politica che non fosse caratterizzata da una solida matrice ideologica marxista-leninista.
  Per questo, con Miriam e con il Gruppo Atei MAterialisti DIalettici, da voi fondato, avevamo aderito con entusiasmo alle nuove identità sinceramente socialiste che si davano nel frattempo diversi popoli nel mondo, avversi alle consorterie ordite in nome dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, tipiche del capitalismo, del colonialismo, dell’imperialismo e delle loro reciproche deleterie combinazioni. Avevate anche capito, infatti, che, oltre al tradimento delle rivendicazioni operaie, a quella svolta controrivoluzionaria ordita all’interno del partito italiano che avrebbe invece dovuto rappresentare “il reparto avanzato del proletariato”, era subentrata anche una pericolosa svolta ideologica: i “revisionisti” che mantenevano pro forma l’impianto del materialismo storico, ma che, schizofrenicamente, abbandonavano il materialismo dialettico che più non conveniva ai loro introiettati “compromessi storici” con i nemici di classe, i quali oramai li avevano già condizionati nell’identificarsi pienamente con loro, non solo agli occhi dell’opinione pubblica, ma per oggettive compartecipazioni di interessi.
  Il recupero del socialismo scientifico portato avanti da te e da Miriam come principio guida del marxismo e la riproposizione in Italia delle teorie proprie dei comunisti nordcoreani (juché e songun), hanno fatto sempre parte di questa visione internazionalista, mai globalizzata, di cui siete stati sempre i portatori. Non a caso attraverso voi emergeva, tra i grandi del comunismo, la figura di Friedrich Engels, il compagno di Marx, che aveva completato in sua vece i due ultimi libri de “Il Capitale”, e che, per questo e per la sua profonda modestia, non aveva avuto modo di ampliare compiutamente i grandiosi concetti proposti nella sua “Dialettica della Natura” (che tu, Spartaco, per il Ga.Ma.Di. eri riuscito a recuperare dall’edizione originale sovietica). Di qui la comprensione dell’importanza storico-dialettica dell’ambiente e delle risorse naturali, in quanto matrici e supporti concreti per la specie umana e per le sue biocenosi, confluendo in tal modo negli intenti con la parte più sana dell’ambientalismo moderno.
  Sì Spartaco, tu eri la personificazione del ruolo primario che svolge l’esperienza dell’anziano nella società umana, che travalica l’elasticità mnemonica dei giovani, spesso limitati nella riflessività e nelle potenzialità applicative da una esistenza ancora troppo breve. E’ per il futuro di questi giovani, ormai tuoi nipoti, che occorre continuare a lottare, per impedire che essi divengano succubi di una società condizionata e “militarizzata” fino al più minuto pixel di ogni informazione. Per ciò ringrazio te come il vero maestro.

      Mauro Cristaldi
    Naturalista - Comitato scientifico Ga.Ma.Di.
Settembre 2012



Cara Miriam

Mi sono addolorata profondamente dalla notizia della scomparsa del valoroso partigiano e antifascista,compagno Spartaco. In questi giorni di lutto ti sono molto vicina e acetta le mie condoglianze le piu sentite e sincere.Io so bene come ti senti in questi giorni della perdita del tuo caro compagno di vita e della nobile lotta antifascista e rivoluzionaria. Io ho la convinzione che tu andrai avanti,sempre energica nelle tue attivita sociali e pubblicistiche. Tu avrai il calore dei tuoi figli e il sostegno dei tuoi parenti,di tutti i compagni di lotta di Spartaco e i tuoi amici e collaboratori.

Con un senso di dolore nel cuore ci rendiamo conto che molti dei nostri amici partigiani non sono piu tra noi,ma la memoria di questi arditi combattenti rimara sempre viva,perche hanno lottato per tutta la vita,prima contro i nazifascisti e poi contro le forze reazionarie che hanno sfruttato senza pieta le masse lavoratrici e ci hanno portato in questa situazione attuale di crisi,di poverta,senza lavoro,interi popoli nel mondo e anche nei paesi piu sviluppati. Noi siamo fieri di tutti i partigiani e compagni di ogni nazionalita.

Che il ricordo di compagno Spartaco possa vivere per sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto e amato. Gloria alla memoria di tutti i partigiani.

Ti abbraccio affettuosamente Nexhmije Hoxha

Spartaco a Campo de’ Fiori
Spartaco a Campo de’ Fiori
Spartaco a Tirana
Spartaco a Tirana
Spartaco per il 60°
Spartaco per il 60esimo
Spartaco innamorato
Spartaco innamorato
Spartaco in Via Tasso a Roma
Spartaco in Via Tasso a Roma
Spartaco con i Coreani
Spartaco con i Coreani