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La gloriosa Bandiera

La VOCE ANNO XVII N°11

giugno 2015

PAGINA 1         - 13

Ucciso da un plotone esecuzione con armi antiaereo! L’ultima bufala sulla Corea del Nord


Certo, se lo attesta Repubblica, vuol dire che è vero. Ma resta la curiosità di sapere come diavolo faccia un plotone di esecuzione ad uccidere con “armi antiaereo”. E che sarebbero, poi, queste armi? Missili? Cannoncini? Mitragliatrici pesanti? Ma poi, perché una tale bizzarria? Repubblica, pur debitamente informata da “fonti di intelligence della Corea del Sud”, non lo rivela, ma ci illumina sul perché dell’esecuzione del generale Hyon Yong-chol: avrebbe sonnecchiato durante un evento militare.
Incalzano, quindi, le “purghe efferate volute dal leader nord coreano Kim Jong-un”.
Al quale va tutta la nostra umana solidarietà considerando gli innumerevoli crimini che gli sono stati addebitati dai media mainstream negli ultimi anni. Citiamone qualcuno a caso: ha fatto sbranare da 120 cani donne e bambini della sua famiglia; ha condannato a morte i calciatori della nazionale colpevoli di non vincere un qualsiasi campionato; ha imposto il suo taglio di capelli a tutti gli adolescenti della Corea del Nord; ha fatto fucilare la sua ex fidanzata; ha scatenato un attacco hacker contro la Sony, colpevole di aver prodotto il filmucolo “The Interview”…
Tutte “notizie” attestate da Repubblica, beninteso. Tenetelo a mente la prossima volta che leggerete sul giornale di De Benedetti qualcosa sulla Siria, sulla Libia o sull’Ucraina per tenere in caldo un’altra guerra.
Francesco Santoianni


Fino ad ora ci si era dovuti accontentare di quanto comunicato dai servizi segreti della Corea del Sud, e cioè che il generale Hyon Yong-chol, ministro della Difesa della Corea del Nord, reo di aver sonnecchiato durante un evento militare, era stato giustiziato con una non meglio precisata “arma antiaerea”. “Notizia” subito ripresa, senza alcuna verifica, dai media mainstream, al pari delle tante altre bufale (il leader nord coreano Kim Jong-un ha fatto sbranare da 120 cani donne e bambini della sua famiglia; ha condannato a morte i calciatori della nazionale colpevoli di non vincere un qualsiasi campionato; ha imposto il suo taglio di capelli a tutti gli adolescenti della Corea del Nord; ha fatto fucilare la sua ex fidanzata; ha scatenato un attacco hacker contro la Sony, colpevole di aver prodotto il filmucolo “The Interview”…) create e diffuse per preparare una guerra all’ennesimo Stato Canaglia.

Ma, ora, ecco la “prova".. La pubblica, tra i primi, il Daily Mail: una foto scattata dal satellite addirittura nel momento dell’esecuzione. Ed è proprio come ce l’avevano finora raccontata! Il ministro e gli altri condannati (nella foto satellitare, misericordiosamente celati da un rettangolo giallo) sono posti a 25 metri dal loro “plotone” composto (vedi foto sotto) da una batteria di cannoni antiaereo modello A ZPU. Peccato che quei cannoni – come può capire chiunque – non possono sparare ad “alzo zero” (e cioè parallelamente al suolo); non possono, quindi, colpire un bersaglio così ravvicinato. Non a caso, sono armi antiaeree.

Comunque, su questa grottesca bufala, ci sarebbero tante altre incongruenze che cominciano ad essere spacciate dalle agenzie di stampa internazionali. Ma aspettiamo, per raccontarvele, che le facciano proprie anche i blasonati media italiani (non certo siti come questo). Tempo un paio di giorni. Continuate a seguirci.

Francesco Santoianni


La Bufala è finita!
E pure l’Informazione.

Frana ormai rovinosamente la bufala planetaria del ministro della Difesa della Corea del Nord, generale Hyon Yong-chol, “fucilato il 30 aprile con un’arma antiaerea, per essersi appisolato durante una cerimonia pubblica”. Bufala – come al solito – non solo non smentita, ma neanche presa in considerazione dalle autorità di Pyongyang che si stanno limitando a mostrare in televisione foto e video del ministro partecipante, in questi giorni, a manifestazioni ufficiali. Immagini di repertorio? Nessuno tra gli innumerevoli media mainstream che aveva alimentato la bufala osa affermarlo anche perché dovrebbe poi spiegare per quale motivo il “regime canaglia di Pyongyang” , invece di relegarla in una damnatio memoriae, darebbe oggi lustro ad una sua ennesima “vittima”. Meglio, quindi, spegnere i riflettori su questa storia.

Fine della storia? Si, ma – oltre all’avvilimento per la faccia tosta dei giornalisti che non ritengono doveroso spendere oggi una sola parola di scuse per la menzogna che hanno propagato – due considerazioni.

La prima sull’”operazione Razzi”. Quando già la bufala cominciava a scricchiolare, tutti i media main stream non hanno trovato nulla di meglio che aggrapparsi alla smentita di questa profferita da tale Antonio Razzi: senatore di Forza Italia e colorito personaggio che, anche per le sue (più o meno intenzionali) gags e per i suoi rapporti con la Corea del Nord, è diventato uno zimbello per molti su Facebook e un Giuda per il PD. Eppure la smentita di Razzi appariva non solo plausibile (ricordiamo la sua demolizione della bufala dell’”omicidio” di Hyon Song Wol “amante del leader coreano Kim Jong”) ma era, a suo dire, supportata da quanto gli aveva riferito l’ambasciatore della Corea del Nord in Italia. Ovviamente non un solo giornalista italiano si è preso la briga di chiedere una conferma all’ambasciatore ma tutti, continuando a sbandierare una foto satellitare farlocca, si sono concentrati sulla “eccentricità” di Razzi quasi a suggerire che chi mette in dubbio la malvagità dello Stato Canaglia di turno sia un “fenomeno da baraccone”.

Poi c’è l’evidente assurdità della bufala: “fucilato con un arma antiaerea”. Come se Hyon Yong-chol fosse stato una quaglia. Avessero detto “fucilato” e basta, la bufala, certamente, sarebbe stata più credibile. Ma non abbastanza intrigante per alimentare (oggi, con i giornali alla fame) il click-system, la pubblicità su internet. Più o meno come l’aviazione di Assad che (invece di bombe) lancia sulle popolazioni siriane “barili carichi di esplosivo, chiodi e catrame”; o come i cecchini di Assad che sparano sulle donne incinte. “Notizie” sempre più incredibili ma che, pur vorticosamente sostituite dopo qualche ora, finiscono per azzerare ogni senso critico. Anche perché, non si fa in tempo ad analizzarle ed, eventualmente, a smontarle che già sono scomparse dalla scena. Come l’”omicidio di Hyon Song Wol, amante del leader coreano Kim Jong”. In realtà è viva e ora è colonnello dell’esercito della Corea del Nord. Corea del Nord, “lo stato più odiato al mondo”, come afferma il buon Crozza: 935.000 “ mi piace”.

La Redazione di Sibialiria

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