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La VOCE 2105

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La VOCE ANNO XXIII N°9

maggio 2021

PAGINA 1         - 21

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in questo numero: 1) messaggio di saluto per l'assemblea fondativa di "cambiare rotta". 2) il forum di belgrado per il 22.mo anniversario dell'aggressione della nato contro la serbia (fry). 3) nuova pubblicazione: "i combattenti della provincia aquilana nella liberazione della jugoslavia". --- 1 --- messaggio di saluto per l'assemblea fondativa di "cambiare rotta". si è tenuta l'11 aprile 2021 la assemblea nazionale dell'organizzazione giovanile "noi restiamo", finalizzata alla costituzione di una nuova e più ampia organizzazione giovanile comunista con obiettivi di largo respiro. per l'occasione jugocoord onlus ha inviato il messaggio di saluto che qui riportiamo. per me la jugoslavia era l’europa. la jugoslavia per quanto frammentata abbia potuto essere, era il modello per l’europa del futuro. non l’europa come è adesso, la nostra europa in un certo senso artificiale, con le sue zone di libero scambio, ma un posto in cui nazionalità diverse vivono mischiate l’una con l’altra, specialmente come facevano i giovani in jugoslavia anche dopo la morte di tito, penso che quella sia l’europa per come io la vorrei. perciò, in me, l’ immagine dell’europa è stata distrutta con la distruzione della jugoslavia. (peter handke , premio nobel per la letteratura).
ventidue anni fa, il 24 marzo 1999, alle porte di casa nostra, si scatenò l’operazione della nato contro ciò che restava della repubblica federale di jugoslavia, la prima guerra sul suolo europeo dopo la seconda guerra mondiale. una guerra scatenata dalla cosiddetta sinistra mondiale (clinton, blair, schroeder e d’alema). una guerra che per la prima volta al mondo fu classificata con un ossimoro: guerra umanitaria. l’italia ebbe un ruolo determinante, infatti dalle basi italiane della nato per 78 giorni consecutivi partirono gli aerei che portavano bombe sulla jugoslavia, bombe che andavano a colpire, oltre che obbiettivi militari, obbiettivi civili come scuole, fabbriche, ospedali, sedi tv e colonne di civili in fuga. la data del 24 marzo 1999 va ricordata non solo per l’aggressione ad un piccolo paese sovrano e indipendente, ma anche perché segna l’inaugurazione del nuovo concetto strategico della nato, che veniva sperimentato in jugoslavia e reso effettivo a washington nell’aprile del 1999: la trasformazione dello status dell’alleanza atlantica da forza di difesa a forza di interposizione o peacekeeping, che ha fatto sì che gli stati membri dell’alleanza aumentassero da 16 a 30 sempre più a ridosso della russia. questa trasformazione ha cambiato per sempre il mondo in cui viviamo. e i venti di guerra non hanno mai smesso di soffiare. jugocoord è nato sull’onda delle lotte contro quella guerra e ha sempre cercato di tenere alta l’attenzione sulla necessità del movimento antimilitarista e antimperialista. in tempi non sospetti e in totale solitudine abbiamo denunciato i meccanismi della disinformazione strategica, le responsabilità dell’occidente nell’emergere dell’islamismo radicale, i caratteri neocoloniali delle nuove repubbliche nate dallo sfascio degli stati socialisti, la fondazione antipopolare e revanscista della ue. ci siamo battuti contro il fascismo – non solo quello del passato, ma quello che è presente nel seno stesso dell’europa e che la ue ha sobillato in jugoslavia come in ucraina – e contro il razzismo – che consiste anche nei pregiudizi slavofobi dominanti a tutti i livelli, anche accademici, nella nostra realtà culturale e politica, culminanti nella propaganda italiana su "foibe" ed "esodo".
In questo numero:

1) Messaggio di saluto per l'assemblea fondativa di "Cambiare Rotta"

2) Il Forum di Belgrado per il 22.mo anniversario dell'aggressione della NATO contro la Serbia (FRY)

3) Nuova pubblicazione: "I combattenti della provincia Aquilana nella Liberazione della Jugoslavia"



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Messaggio di saluto per l'assemblea fondativa di "Cambiare Rotta"



Si è tenuta l'11 aprile 2021 la Assemblea Nazionale dell'organizzazione giovanile "Noi Restiamo", finalizzata alla costituzione di una nuova e più ampia organizzazione giovanile comunista con obiettivi di largo respiro. Per l'occasione Jugocoord Onlus ha inviato il messaggio di saluto che qui riportiamo


 
Per me la Jugoslavia era l’Europa. La Jugoslavia per quanto frammentata abbia potuto essere, era il modello per l’Europa del futuro. Non l’Europa come è adesso, la nostra Europa in un certo senso artificiale, con le sue zone di libero scambio, ma un posto in cui nazionalità diverse vivono mischiate l’una con l’altra, specialmente come facevano i giovani in Jugoslavia anche dopo la morte di Tito, penso che quella sia l’Europa per come io la vorrei. Perciò, in me, l’ immagine dell’Europa è stata distrutta con la distruzione della Jugoslavia. 
(Peter Handke , premio Nobel per la letteratura)


 

Ventidue anni fa, il 24 marzo 1999, alle porte di casa nostra, si scatenò l’operazione della NATO contro ciò che restava della Repubblica Federale di Jugoslavia, la prima guerra sul suolo europeo dopo la seconda guerra mondiale. Una guerra scatenata dalla cosiddetta sinistra mondiale (Clinton, Blair, Schroeder e D’Alema). Una guerra che per la prima volta al mondo fu classificata con un ossimoro: guerra umanitaria.
L’Italia ebbe un ruolo determinante, infatti dalle basi italiane della NATO per 78 giorni consecutivi partirono gli aerei che portavano bombe sulla Jugoslavia, bombe che andavano a colpire, oltre che obbiettivi militari, obbiettivi civili come scuole, fabbriche, ospedali, sedi tv e colonne di civili in fuga.

La data del 24 marzo 1999 va ricordata  non solo per l’aggressione ad un piccolo paese sovrano e indipendente, ma anche perché segna l’inaugurazione del nuovo concetto strategico della NATO, che veniva sperimentato in Jugoslavia e reso effettivo a Washington nell’aprile del 1999: la trasformazione dello status dell’Alleanza Atlantica da forza di difesa a forza di interposizione o peacekeeping, che ha fatto sì che gli Stati membri dell’Alleanza aumentassero  da 16 a 30 sempre più a ridosso della Russia.

Questa trasformazione ha cambiato per sempre il mondo in cui viviamo. E i venti di guerra non hanno mai smesso di soffiare.

Jugocoord è nato sull’onda delle lotte contro quella guerra e ha sempre cercato di tenere alta l’attenzione sulla necessità del movimento antimilitarista e antimperialista. In tempi non sospetti e in totale solitudine abbiamo denunciato i meccanismi della disinformazione strategica, le responsabilità dell’Occidente nell’emergere dell’islamismo radicale, i caratteri neocoloniali delle nuove repubbliche nate dallo sfascio degli Stati socialisti, la fondazione antipopolare e revanscista della UE. Ci siamo battuti contro il fascismo – non solo quello del passato, ma quello che è presente nel seno stesso dell’Europa e che la UE ha sobillato in Jugoslavia come in Ucraina – e contro il razzismo – che consiste anche nei pregiudizi slavofobi dominanti a tutti i livelli, anche accademici, nella nostra realtà culturale e politica, culminanti nella propaganda italiana su "foibe" ed "esodo".

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