KIM JONG IL – Per una corretta comprensione dell’originalità del kimilsungismo (2 ottobre 1976)

kfaitalia / ottobre 10, 2018
Pubblichiamo questo discorso del Dirigente Kim Jong Il ai propagandisti teorici del Partito del Lavoro di Corea in occasione del 72° anniversario della fondazione di quest’ultimo.

Tratto da: Kim Jong Il, Sulla filosofia del Juche, Casa Editrice in Lingue Estere, Pyongyang 2002, pagg. 9-17 ed. francese.

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Da quando abbiamo chiamato il pensiero rivoluzionario del Leader “kimilsungismo” e ne abbiamo dato una definizione, il popolo è giunto a vederlo sotto una nuova luce. Attualmente, tutti chiamano “kimilsungismo” il pensiero rivoluzionario del Leader e dicono che si tratta di un sistema basato sull’idea, la teoria e il metodo Juche.

Precedentemente, si consideravano le idee rivoluzionarie del Leader come il marxismo-leninismo del nostro tempo. Naturalmente vi è del vero in ciò, ma non è una definizione corretta, poiché si basa principalmente sull’idea di una continuazione del marxismo-leninismo. Nessuno adesso chiama più il pensiero rivoluzionario del Leader in quel modo. Tuttavia, vi è ancora una tendenza a interpretarlo alla luce del marxismo-leninismo.

Se le idee rivoluzionarie del Leader sono chiamate “kimilsungismo”, ciò attiene all’originalità tanto delle sue idee quanto delle sue teorie. La definizione data del kimilsungismo, secondo la quale questa dottrina è la sistematizzazione delle idee, delle teorie e del metodo del Juche, mostra che l’idea Juche fondano la coerenza alla base del contenuto del kimilsungismo e che questa dottrina è un insieme d’idee, di teorie e di metodi che formano un sistema. Tanto dal punto di vista del suo contenuto quanto della sua struttura, il kimilsungismo è un pensiero originale la cui interpretazione sfugge alle categorie del marxismo-leninismo.

L’idea Juche, quintessenza del kimilsungismo, costituisce una grande scoperta nella storia del pensiero umano.

Si constata attualmente, tuttavia, una tendenza a interpretare queste idee alla luce del materialismo dialettico marxista. Per esempio, in una lettera che ho ricevuto di recente si proponevano le espressioni “materialismo jucheano” e “dialettica jucheana” per designare l’idea Juche. Questo dimostra che non si percepisce ancora chiaramente l’originalità dell’idea Juche.

Il materialismo dialettico marxista ha sollevato quale problema fondamentale della filosofia il rapporto tra la materia e la coscienza, tra l’esistenza e il pensiero e ha stabilito il primato della materia e dell’esistenza e, su questa base, ha messo in evidenza le leggi dell’evoluzione del mondo oggettivo. Nella misura in cui la materialità del mondo e le leggi generali della sua evoluzione erano state chiarite, l’idea Juche ha sollevato come problema fondamentale della filosofia la posizione e il ruolo dell’uomo nel mondo, ha dimostrato che l’uomo è padrone di tutto e decide di tutto e, a partire da ciò, ha determinato la legittimità della dominazione, della modificazione e dello sviluppo del mondo da parte dell’uomo. Essa considera l’uomo come un essere sovrano in relazione al mondo, e non semplicemente come una parte del mondo. Questo principio filosofico dell’idea Juche non può essere interpretato nel quadro del materialismo dialettico.

La tendenza a incatenare l’idea Juche alle teorie precedenti si fa sentire ancor più forte nella concezione della storia sociale. Nei manuali scolastici di filosofia, per esempio, si constata una tendenza ad assoggettare i princìpi socio-storici definiti dall’idea Juche alla concezione materialista della storia.

La concezione materialista della storia è l’applicazione delle leggi generali del mondo materiale alla storia della società. Certo, nella misura in cui la società è parte integrante del mondo materiale, le leggi generali del mondo materiale le sono applicabili. Ciononostante, alcune leggi proprie della sua evoluzione, dunque diverse da quelle della natura, governano la società. Poiché il movimento della natura non è legato all’esistenza di un soggetto, ogni movimento socio-storico presuppone un soggetto e non può essere concepito al di fuori dell’azione e del ruolo di questo soggetto. L’idea Juche ha scoperto le leggi specifiche dell’evoluzione della storia sociale in quanto movimento che presuppone l’esistenza di un soggetto. La concezione della storia sociale definita dall’idea Juche si fonda principalmente su queste leggi. Non si deve imprigionare la concezione Juche della storia sociale nella concezione materialista della storia.

L’idea Juche è originale poiché mette avanti un principio filosofico e dei princìpi socio-storici nuovi e chiarisce altresì i princìpi dirigenti della rivoluzione e dell’edificazione.

La teoria rivoluzionaria kimilsungista non è meno originale dell’idea Juche. Tuttavia, alcuni hanno ancora la tendenza a confonderla con la teoria rivoluzionaria marxista-leninista.

Dal punto di vista dello sviluppo della teoria rivoluzionaria della classe operaia, il marxismo-leninismo è la teoria rivoluzionaria del periodo storico precedente all’evoluzione del kimilsungismo. Marx ha scientificamente dimostrato per mezzo del materialismo dialettico l’ineluttabilità della rovina del capitalismo e della transizione al socialismo. Continuando la dottrina di Marx, Lenin ha analizzato il capitalismo monopolistico, mettendo così in luce la legge dello sviluppo ineguale del capitalismo e la possibilità della vittoria del socialismo in un paese solo e ha definito la teoria rivoluzionaria dell’instaurazione del regime socialista. La teoria rivoluzionaria marxista-leninista concerne dunque principalmente il rovesciamento del capitalismo e dell’imperialismo e l’instaurazione del socialismo.

Quanto alla teoria rivoluzionaria kimilsungista, essa ha dato risposta alle questioni poste dalla pratica rivoluzionaria di un’epoca differente da quella che ha dato i natali al marxismo-leninismo. Alla luce dell’idea Juche, il nostro Leader ha stabilito delle teorie, una strategia e una tattica approfondite per la liberazione nazionale, la liberazione sociale e l’affrancamento dell’uomo nella nostra epoca. Per questo si può dire che la teoria rivoluzionaria kimilsungista è la teoria rivoluzionaria comunista completa dell’epoca del Juche.

Non ci si deve affaticare a cercare nella teoria marxista-leninista una fonte qualunque della nuova teoria rivoluzionaria definita dal kimilsungismo, soprattutto per ciò che attiene all’edificazione del socialismo e del comunismo.

Il kimilsungismo ha risolto in modo originale il problema dell’edificazione del socialismo e del comunismo. Certo, i fondatori del marxismo-leninismo hanno avanzato un insieme d’idee relative alle società socialista e comunista, ma non sono mai andati oltre semplici presupposizioni e ipotesi. Il nostro Leader ha dichiarato che le tesi dei fondatori del marxismo-leninismo degne di servire da riferimento hanno tutte esaurito il loro ruolo già da molto tempo e che dopo l’instaurazione del regime socialista il nostro Partito ha risolto in maniera originale tutti i problemi, sviluppando un pensiero totalmente indipendente. Difatti, col suo apporto creativo di pensatore e teorico, il Leader ha chiarito tutti i problemi teorici e pratici sorti nel corso della rivoluzione e dell’edificazione dopo l’instaurazione del regime socialista. Non si deve dunque cercare di stabilire che questi problemi sono stati risolti ricorrendo ai classici del marxismo-leninismo.

Inoltre, il kimilsungismo ha sollevato per la prima volta il problema dei metodi di direzione nella teoria rivoluzionaria della classe operaia e lo ha completamente risolto.

I metodi di direzione costituiscono un campo importante in sé a livello teorico e pratico, per la lotta rivoluzionaria della classe operaia. La causa rivoluzionaria della classe operaia, la causa del socialismo e del comunismo, implica una lotta profonda e complessa per la trasformazione radicale del mondo così come una lotta grandiosa che coinvolge le larghe masse. Questa causa non potrà dunque trionfare che grazie a dei giusti metodi di direzione accompagnati a delle idee e teorie direttrici giuste. Il problema dei metodi di direzione riveste un’importanza particolare dopo che il partito della classe operaia ha preso il potere e intrapreso la direzione della nuova società e l’edificazione del socialismo e del comunismo. Tuttavia, fino ad ora i metodi di direzione non sono stati fatti oggetto di una sistematizzazione teorica specifica nel quadro della teoria rivoluzionaria della classe operaia.

Uno dei meriti importanti del kimilsungismo è aver elaborato una teoria originale sui metodi di direzione e averli sistematizzati facendone una delle proprie componenti. Il kimilsungismo ha considerato i metodi di direzione come uno dei problemi fondamentali per la vittoria della rivoluzione, ha chiarito questo problema su tutti i piani e, soprattutto, ha esposto per la prima volta e in modo completo i metodi di direzione da impiegare per il partito al potere, cioè i metodi di direzione dell’edificazione del socialismo e del comunismo. Ora, si constata in certi casi che i metodi di direzione, uno degli elementi di base del kimilsungismo, sono considerati a torto come un semplice problema metodologico. Ciò deriva da una valutazione erronea del contenuto e dell’originalità della teoria kimilsungista in materia di direzione.

Come si può dunque constatare, il kimilsungismo diverge dal marxismo-leninismo tanto per le sue componenti quanto per il suo contenuto.

Come si sa, il marxismo ha le sue tre fonti d’origine nella filosofia classica tedesca, nell’economia politica classica inglese e nella dottrina del socialismo utopistico francese e, conseguentemente, il suo sistema strutturale ingloba questi tre campi. Il leninismo ha sviluppato ed arricchito il marxismo su diversi piani, ma ha conservato questa divisione in tre parti, cioè la filosofia, l’economia politica e il socialismo scientifico.

La pratica rivoluzionaria della nuova epoca della storia umana, la nostra, nella quale le masse popolari hanno fatto irruzione per la prima volta come padrone del mondo forgiando il proprio destino in tutta indipendenza e in modo creativo, nella quale il movimento rivoluzionario della classe operaia, in seguito a una tormentata marcia in avanti, ha guadagnato in estensione e in profondità su scala mondiale, ha richiesto delle idee e delle teorie direttrici nuove per la rivoluzione e ha posto allo stesso tempo il problema della direzione delle larghe masse, cioè la loro mobilitazione, come un problema imperioso da cui può dipendere l’esito della rivoluzione. Il kimilsungismo, le cui tre componenti sono l’idea Juche, la teoria rivoluzionaria e i metodi di direzione che ha messo in luce, ha risposto a questa nuova necessità dello sviluppo del movimento rivoluzionario.

Il kimilsungismo è un sistema ideologico e teorico di cui l’idea Juche costituisce la quintessenza. L’originalità dell’idea Juche è alla base di quella del kimilsungismo. È il motivo per cui non si potrebbe parlare del kimilsungismo senza pensare anzitutto all’idea Juche.

Non bisogna però assimilare l’idea Juche al kimilsungismo, come alcuni fanno attualmente. L’idea Juche e il kimilsungismo non sono identici. Il kimilsungismo è un quadro molto vasto in seno al quale si trova l’idea Juche così come la teoria rivoluzionaria e i metodi di direzione sviluppati a partire da essa. È per questo che abbiamo definito il kimilsungismo come il sistema delle idee, della teoria e dei metodi del Juche.

L’originalità del kimilsungismo, insieme d’idee rivoluzionarie differenti dal marxismo-leninismo, non gli impedisce di essere una continuazione del marxismo-leninismo. Si constata altresì attualmente una tendenza a opporre il kimilsungismo al marxismo-leninismo col pretesto di mettere in rilievo la sua originalità. Ora, per dimostrare questa originalità non c’è alcun bisogno di negare la continuazione del marxismo-leninismo da parte del kimilsungismo o di opporre questi a quegli.

Il kimilsungismo e il marxismo-leninismo sono entrambi ideologie rivoluzionarie che hanno risposto alla pratica rivoluzionaria della classe operaia.

La causa rivoluzionaria della classe operaia si estende su più epoche storiche; nel quadro di quest’opera, la lotta rivoluzionaria di una nuova epoca storica costituisce la continuazione di quella dell’epoca precedente. Esattamente come la lotta rivoluzionaria della classe operaia, le sue idee e le sue teorie rivoluzionarie, riflesso degli imperativi di questa lotta, si perpetuano e si sviluppano da un’epoca all’altra. Il kimilsungismo è l’ideologia di un’altra epoca storica rispetto al marxismo-leninismo, ma in virtù dell’identità dei loro ideali e delle loro missioni sociali destinate a servire la causa rivoluzionaria della classe operaia, queste due dottrine sono intimamente legate l’una all’altra. Il kimilsungismo è nato e si è sviluppato nel corso del processo di salvaguardia e di concretizzazione del contributo ideologico e teorico del marxismo-leninismo. La stessa idea Juche ha visto la luce nel corso della lotta rivoluzionaria svolta sotto la bandiera del marxismo-leninismo e ha preservato fermamente il materialismo dialettico contro tutte le correnti idealiste e metafisiche. Stesso dicasi per la teoria rivoluzionaria del kimilsungismo: essa ha visto la luce, si è sviluppata e si è arricchita nel fuoco della lotta per difendere la quintessenza rivoluzionaria della teoria marxista-leninista contro le teorie borghesi e opportuniste, tanto quanto nel corso della lotta per la sua applicazione e il suo sviluppo creativi sulla base della pratica rivoluzionaria dei nostri tempi.

Dobbiamo combattere tanto l’attitudine dogmatica consistente nel tentare d’ingurgitare il marxismo-leninismo in blocco senza tener conto dei suoi limiti storici, quanto l’attitudine nichilista consistente nell’accontentarsi di evidenziare i suoi limiti e a rifiutargli ogni valore.

Bisogna apprezzare la teoria marxista-leninista in connessione alle condizioni dell’epoca che gli ha dato i natali. Storicamente parlando, il marxismo e il leninismo, che riflettevano l’epoca della preparazione e quella del compimento della rivoluzione proletaria, hanno messo in pratica la teoria, la strategia e la tattica della lotta rivoluzionaria per il rovesciamento del capitalismo, ciò che consideravano fin dall’inizio come proprio compito. Inoltre, i fondatori del marxismo-leninismo sono stati portati a tirare le conclusioni teoriche dalla loro propria analisi dei paesi capitalisti dove lottavano e dove la rivoluzione era all’ordine del giorno, soprattutto nei paesi capitalisti europei.

Come si vede, i limiti del marxismo-leninismo attengono alle condizioni di un’epoca determinata, al compito storico che doveva realizzare così come alle sue premesse storiche. Pertanto, è sbagliato negare il marxismo-leninismo col pretesto che le sue tesi e la sua teoria non sono conformi a tutte le esigenze della pratica rivoluzionaria attuale.

Dobbiamo apprezzare nel suo giusto valore il marxismo-leninismo e, su questa base, farci un’idea precisa del rapporto tra esso e il kimilsungismo. Per quanto riguarda questo rapporto, non si deve né tentare di negare quello di continuazione tra il marxismo-leninismo e il kimilsungismo non prendendo in considerazione l’originalità di quest’ultimo, né, al contrario, trascurare questa originalità mettendo troppo l’accento sulla continuazione che questo implica. Va da sé che di questi due aspetti, la continuazione e l’originalità, quest’ultima è la più importante. Associare i due considerando l’originalità come essenziale: questa è la giusta posizione da mantenere per comprendere il rapporto tra il kimilsungismo e il marxismo-leninismo.

È molto importante dare ai membri del Partito e agli altri lavoratori un’idea precisa dell’originalità e della portata storica del kimilsungismo. È per questa ragione che conto di affrontare questo problema un po’ più nel dettaglio se ne avrò occasione.

A cura di Jean-Claude Martini